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le orche assassine



Le orche sono animali di dimensioni impressionanti che, dietro la loro grazia ed eleganza, celano una straordinaria aggressività, tanto da essersi meritate l’appellativo di assassine.
Abbisognano di migliaia di prede per nutrire la loro imponente mole, e sono abilissime cacciatrici. Silenziose e veloci, amano attaccare i cuccioli di altre razze, arrivando fino a spiaggiarsi pur di raggiungere la preda, per poi riguadagnare il mare grazie a potenti colpi di coda.
Ditemi se, nelle righe che seguono, non noterete delle perfette similitudini con il comportamento di alcune multinazionali che da molto tempo si distinguono per il loro comportamento subdolo e altrettanto letale.
Difficile è scegliere con che criterio proporvele.
L’ordine basato sul contributo di ognuna di esse alla selezione assistita della razza sarebbe stato il più corretto, ma avrebbe richiesto una vita di studi per fornirvi dei numeri anche approssimativamente attendibili, e forse sarebbero arrivate prima loro a vanificare i miei sforzi. I miei dubbi si sono però dissolti quando ho notato come la loro ombra si allunghi su di noi fin dai primi giorni di vita, per poi non abbandonarci più… sole o pioggia che sia.


Partiamo con i bebè, e riconosciamo alla NESTLE’ il primo posto in classifica in virtù del fatto che le sue politiche commerciali uccidono circa 4.000 neonati al giorno. Un bambino allattato con latte in polvere è 25 volte più a rischio di morire di dissenteria di uno allattato al seno, in posti dove l'acqua non è sicura. Come ripetutamente segnalato dall'UNICEF la Nestlè viola il codice internazionale redatto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla stessa UNICEF, che proibisce la promozione dell'uso di latte in polvere per l'alimentazione dei neonati. Nelle Filippine la compagnia ha dovuto subire lo scandalo di essere stata scoperta a " affittare " delle infermiere diplomate in funzione di " educatrici sanitarie " per andare per le case e convincere le madri ad usare i prodotti Nestlé. L'uso del latte in polvere, in sostituzione a quello materno, fornito gratuitamente negli ospedali nei primi giorni di allattamento, crea nel lattante disaffezione al latte materno. Ciò ha causato e causa la morte di un altissimo numero di bambini nei primi mesi di vita, poichè nel terzo mondo il latte in polvere viene preparato con acqua spesso malsana. Fonti dell'UNICEF parlano di più di 1.000.000 neonati morti all'anno nel Sud del mondo perché non più nutriti al seno. Ignorando i consigli dell’OMS che raccomanda che i cibi complementari debbono essere utilizzati dopo i sei mesi di vita, i prodotti Nestlè sono etichettati come utilizzabili dopo la seconda settimana. Le diciture non forniscono informazioni chiare e, in alcuni casi, lo fanno in lingue che le madri non possono capire. Con le indicazioni non hanno mai brillato per correttezza ed è notevole questa “ perla “ tratta dal loro archivio storico: Nestlè esporta i suoi prodotti nelle "colonie" fin dal 1873, e nel 1939 lo faceva in Singapore e Malesia etichettandoli come " ideali per bambini delicati ", mentre ne era stata vietata la commercializzazione in Gran Bretagna per via dei casi di cecità e rachitismo.
Una delle ultime prodezze della Nestlè è stata quella di far passare la possibilità di etichettare come cioccolato, prodotti fatti anche senza il cacao: un nuovo mezzo per rovinare la nostra alimentazione e far ribassare i prezzi ai contadini del sud del mondo produttori di cacao.

Passiamo ai bambini e alla magia di WALT DISNEY. Topolino difensore della giustizia e della legalità, Pippo e Paperino protettori degli spiriti liberi, Qui Quo Qua attenti alle tematiche ambientali, Pocahontas e il gobbo di Notre Dame a sottolineare la nuova attenzione per i popoli diversi e i diversi in genere... Brava Disney, entrata nel mirino dei " benpensanti " quando ha deciso di pagare gli assegni famigliari a tutti i dipendenti che vivono in coppia, compresi i conviventi e gli omosessuali. Tutto all'insegna della non discriminazione. Peccato che ad Haiti, a 5.500 chilometri di distanza dai suoi assolati uffici californiani, migliaia di giovani, poco più che quindicenni, lavorino alla confezione di abbigliamento a marchio Disney per uno stipendio di circa 27 centesimi l'ora. In Birmania le condizioni dei lavoratori sono ancora peggiori che ad Haiti: 6 centesimi di paga oraria, per un monte ore settimanale superiore alle sessanta. Meno di 300.000 lire all'anno in un paese dove la dittatura militare impone i lavori forzati, reprime brutalmente qualsiasi rivendicazione sindacale, e non si contano i casi di sparizioni e massacri. Quella stessa dittatura militare che abbiamo ben imparato a conoscere in questi ultimi giorni, oltre ad imporre una tassa del 5% su ogni esportazione, è diretta proprietaria del 45% degli stabilimenti Yangon nei quali vengono prodotte le felpe.

Dicevamo che le orche prediligono i cuccioli: passiamo a MCDONALD’S. McDonald's e Burger King sono due delle molte multinazionali americane che usano veleni letali per distruggere vaste aree della foresta pluviale del Centro America per creare pascoli per il bestiame che sarà poi rivenduto sotto forma di hamburger e per procurarsi la carta necessaria all’impacchettamento: contrariamente a quanto affermato, solo una piccolissima quantità è riciclata. La verità è che vengono tagliati 1.300 chilometri quadrati di foresta ogni anno che si trasformano in carta in attesa di finire nell'immondizia delle città dei paesi "sviluppati".
I lavoratori dell'industria del fast food hanno paghe molto basse. McDonald's non paga straordinari anche quando i lavoratori ne fanno diverse ore. La pressione per realizzare sempre maggiori profitti fa si che siano assunti meno addetti di quelli necessari, quindi quelli che ci sono devono lavorare sempre più velocemente e sempre più duramente. Come conseguenza, gli incidenti, particolarmente le ustioni, sono molto comuni. La maggior parte dei lavoratori di McDonald's sono persone che hanno poche possibilità di trovare altre mansioni e sono costretti ad accettare questo tipo di sfruttamento. Non è quindi una sorpresa che il ricambio del personale da McDonald's sia molto alto, cosa che rende virtualmente impossibile sindacalizzarsi e lottare per migliori condizioni di lavoro, oltre al fatto che McDonald's si sia sempre opposto ovunque alle organizzazioni dei lavoratori.

(continua domani)
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